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Guida Echinacea
Un "forte" aiuto naturale per il
nostro sistema immunitario
Con
l'arrivo della stagione fredda tutto il
nostro
organismo, ma soprattutto le prime vie
respiratorie, sono minacciate da batteri e virus, che
possono provocare raffreddori e influenze.
L’
influenza è una malattia ad insorgenza
acuta, il
più delle volte colpisce le vie respiratorie, è causata da
virus, che, "variando l'aspetto" di anno in anno, non
possono essere
riconosciuti dal Sistema Immunitario, ed è per
questo che ogni volta è
facile ammalarsi.
L'influenza è
caratterizzata da tosse, febbre,
mal di testa,
infiammazione alle alte vie respiratorie, dolori
alle articolazioni, indebolimento generale.
Ogni
anno sono resi disponibili dal Ministero della Sanità
vaccini che garantiscono l'immunità
contro il ceppo influenzale che si aspetta
essere il più
comune per quell'anno, ma, ovviamente,
tale vaccino non sarà in grado di fornire
immunità contro "l'infinità" di batteri o virus
che
potrebbero invadere il nostro organismo e provocare malattie.
Ecco,
allora, il crescente interesse verso quelle piante ad azione
immunostimolante, cioè in grado di rafforzare le naturali
difese del corpo,
in modo da
rendere l'organismo meno soggetto
all'aggressione da parte degli agenti esterni
nocivi; in
questo modo gli episodi di malattia
potranno
essere ridotti, in maniera naturale.
Una delle
piante più apprezzare da tempo per
la sua azione
immunostimolante è l'Echinacea;
in realtà dietro questo nome si celano le
tre specie
più comuni utilizzate in terapia:
Echinacea
angustifolia, Echinacea pallida,
Echinacea purpurea.
L’
Echinacea è una pianta nota fin dall'antichità
agli Indiani del Nord America per le sue
numerose proprietà curative,
soprattutto per la
cura di piaghe e ferite. Attualmente è sfruttata
per l'azione immunostimolante. Nel presente
libretto l'intento è quello di informare il
Lettore riguardo le virtù
della pianta e dei suoi principi attivi, ritenuti il
fulcro dell'azione terapeutica
dell'Echinacea.
L’
Echinacea è una pianta originaria dell'America
del Nord, appartiene alla famiglia delle
Compositae
(Asteraceae) famiglia di cui
fanno parte anche
la margherita, il tarassaco,
il girasole, ecc.,
generalmente tutti quei fiori
che possiedono una
struttura a forma di calice attorniata da petali.
Anche l'Echinacea possiede una struttura
simile: è una pianta erbacea perenne il cui
fiore
presenta al centro un prominente cono,
da questo fatto deriva il
nome americano
Coneflower; la pianta produce grossi fiori violacei o
rosa, i cui petali sono lunghi ed
ornamentali.
Il nome
Echinacea deriva dal greco
Echinos,
che significa "riccio di mare", questo nome può essere riferito
o ai semi, che alla
sommità
presentano un margine membranoso
con quattro
denti, o alla forma della testa spinosa della pianta fiorita;
il nome linneano è
Rudbeckia
angustifoglia, dedicata a O.
Rudbeck,
botanico svedese del XVII secolo.
I tre tipi
di Echinacea utilizzati a scopo terapeutico
sono:
Echinacea
angustifolia,
Echinacea
purpurea, Echinacea pallida,
ma le specie endemiche delle praterie Nord Americane sono nove;
nella Figura 2 possiamo
notare quali siano tali specie e quale sia la
loro zona di crescita
Generalmente l'Echinacea è una pianta
che giunge a completo
sviluppo in alcuni anni:
nel primo anno di crescita
vengono prodotti uno
o più steli che crescono fino ad 1m da terra, le foglie
sono raggruppate a grappolo a
30 cm circa dal suolo, e
presentano un rizoma di 20 - 30 mm.
Echinacea angustifolia cresce nelle
praterie,
presenta foglie lanceolate con peluria
rigida e ruvida, le foglie basali sono seghettate
e di 6 - 9 cm di lunghezza, le radici sono
lunghe e
profonde. La fioritura va da Giugno a
Settembre.
Echinacea
purpurea cresce nelle foreste
aperte, presenta foglie ruvide, ovali e glabre,
le radici non penetrano profondamente
nel terreno;
il fiore è, generalmente, di colore
violaceo, e fiorisce in Giugno -
Settembre, w-
Echinacea pallida cresce nelle praterie, fiorisce
da Maggio ad Agosto; anche questa
specie possiede proprietà
curative, ma forse è la meno conosciuta; il fiore è di colore
bianco.
Al
giorno d'oggi si possiedono molte informazioni
sull'efficacia di questa pianta, il cui
uso deriva da
antiche conoscenze empiriche,
che hanno
oggi trovato il riscontro dei moderni
metodi di studio.
Attualmente fare indagini sull'Echinacea significa studiare un
complesso puzzle di informazioni che traggono origine dall'esperienza
degli Indiani Nativi del Nord Americani per giungere alle
più moderne verifiche di
laboratorio.
Echinacea:
Pellerossa e Storia
Al
contrario di molte altre piante terapeuti-che
conosciute da tempo immemorabile l'uso dell'Echinacea venne
rinvenuto dagli europei solo
nel 1700, quando si scoprì essere utilizzata
dalle comunità Pellerossa del Nord America a scopo
curativo; allo stesso tempo, era considerata una pianta sacra.
i ritiene che ben 14 tribù Pellerossa utilizzassero
l'Echinacea come rimedio contro i
morsi di serpenti e di insetti velenosi; in questi
casi gli Sciamani indiani davano da masticare le
foglie e le radici a chi era stato morso, mentre
cercavano di eliminare il veleno dalla circolazione
con l'incisione della cute; sulla ferita era poi
applicata una poltiglia ottenuta dalle foglie e
dalle radici della pianta fresca; in 2-3 giorni i
sintomi dell'avvelenamento scomparivano.
La
documentazione a noi pervenuta informa
del fatto
che gli Indiani del Nordamerica sfruttassero
preferibilmente l'Echinacea angustifolia, come:
Agente
istimolante la guarigione
ut Rimedio contro
le malattie infettive
ut Antidolorifico,
analgesico
|
1
AGente Curativo |
Malattie Infettive |
Antidolorifico |
|
Disturbi oculari |
Parotite |
Mal
di denti |
|
Punture di insetti |
Ghiandole ingrossate |
Mal
di testa |
|
Morsi
di serpente |
Raffreddore |
Mal
di stomaco |
|
Ferite superficiali |
Tosse |
Lenitivo bruciature |
|
Bruciature scottature |
Influenza |
|
Le prime
testimonianze scritte e documentate
riguardo l'uso dell'Echinacea angustifolia e
dell'Echinacea purpurea
risalgono al 1762 e si
trovano nel libro
intitolato "Flora Virginica",
pubblicato da Grovonius,
dove l'uso dell'Echinacea purpurea è indicato per curare
le piaghe da sella dei
cavalli.
Dagli anni in
cui venne scoperta la pianta
agli anni in cui iniziò un uso medicinale sistematico,
trascorse un bel po' di tempo, durante il quale ben
poche informazioni caratterizzarono
il suo uso ; un esempio è la descrizione di Riddel,
risalente al 1835, che illustrò
l'Echinacea purpurea
utilizzando queste parole:
"Radice spessa, nera, dal sapore molto
pungente, aromatica,
carminativa, poco
conosciuta".
Per
avere le prime notizie
sull'introduzione
dell'Echinacea nella medicina pratica bisogna
aspettare il 1904 con J.
U. Lloyd, infatti è proprio all'inizio del XX secolo che la
tintura di
Echinacea viene annoverata fra i medicinali più
venduti in America, dove
era raccomandata
come terapia per le infezioni localizzate e siste-miche,
per curare raffreddori e influenze, ma
anche contro foruncoli,
afta e ulcere varicose.
Nel 1910 in America questo tipo di rimedio
venne dichiarato privo di valore terapeutico, ma
nonostante questa campagna diffamatoria il suo
uso continuò grazie alla tradizione della medicina
popolare, fino al 1930 circa, dopo di che,
negli Stati
Uniti, conobbe un momento di crisi.
Nello stesso
periodo in Europa, soprattutto
in Germania,
si iniziò a coltivare e ad utilizzare
l'Echinacea;
attualmente la Germania è il
paese che ha
pubblicato i più interessanti lavori
scientifici sull'uso terapeutico di tale pianta.
in
Europa la popolarità degli estratti di
Echinacea
crebbe rapidamente, e la sua fama
è legata
alla capacità di "spegnere" sul nascere
i sintomi di influenza e raffreddore.
Attualmente
anche negli Stati Uniti l'uso di
questa
pianta è tornato alla ribalta grazie ad
un'ampia ed
attendibile documentazione
scientifica che ne conferma la validità.
J.I fatto che il suo uso stia prendendo sempre più campo
nell'ambito dei rimedi fitoterapici è
sinonimo della validità della sua azione terapeutica,
e la presente pubblicazione, avvalendosi di
serie fonti informative, ha lo scopo di guidare il
Lettore verso il corretto uso dell'Echinacea.
Principi Attivi
dell'Echinacea
I
principi attivi presenti nell'Echinacea possono
venire raggruppati in diverse classi chi-miche
di appartenenza; per rendere più chiara
la classificazione
elenchiamo nella seguente
tabella 2 le classi
chimiche di appartenenza
|
Classe |
Molecole |
|
Polifenoli |
Acido clorogenico, Acido caffeico, Acido cicorico |
|
Polisaccaridi |
Echinacina B, Echinacoside, Arabinogalattano |
|
Monosaccaridi |
Arabinosio, Glucosio, Xilosio |
|
Terpeni |
Cariof illene |
|
Vitamine |
Vitamina A, C, E |
|
Alchilammidi |
Isobutilammide |
con le loro molecole; la descrizione dei singoli
principi attivi più importanti verrà fatta in
seguito
Come in
qualsiasi altro rimedio naturale la
forza e le
virtù di quest'ultimo non dipendono
tanto da un singolo componente più
efficace degli altri, ma
piuttosto dall'energia che tutti
insieme sviluppano, in
maniera sinergica, così
da interagire con il
nostro organismo e modificare
la nostra fisiologia in senso positivo,
garantendo il
miglioramento o il mantenimento
dello stato di salute.
Per
verificare l'efficacia della pianta sono
state condotte indagini ed approfondimenti
sui singoli componenti chimici scoperti
nell'Echi-nacea; molte altre indagini sono
ancora in corso. Gli studi effettuati hanno permesso
di confermare l'efficacia di questo
rimedio naturale, che per molti anni era stato
utilizzato in maniera empirica, ma sempre con
ottimi
risultati. Vediamo ora i componenti:
1. Echinacina
B
i tratta di un
complesso polisaccaridico
ossia
formato da più unità zuccherine) che ha
dimostrato
possedere proprietà antinfiamma-torie,
immunostimolanti, antiflogistiche e
cicatrizzanti;
per questo è un componente che può essere utilizzato anche nelle
preparazioni
cosmetiche -
dermatologiche.
Quando una
preparazione contenente echinacina B viene applicata su di un
edema, se ne può osservare
la scomparsa, e l'effetto
antiflogistico è
direttamente proporzionale
alla dose applicata;
l'echinacina B manifesta, infatti, una discreta azione
antinfiammatoria, come dimostrato nello studio Evidence from
two classic irritation tests
for an anti-inflam-matory
action of a natural extract, Echinacina B. pubblicato su Food
Chem Toxicol 1985
Feb;23(2):317-9 da: Tragni E, Tubaro A, Melis
S, Galli CL.
2.
ECHINACOSIDE
i tratta di una molecola polisaccaridica a
struttura complessa con azione immunostimo-lante,
ha dimostrato inoltre anche un'attività
simile a quella dell'interferone, una
sostanza prodotta dal
nostro organismo che è in grado di combattere le
infezioni virali.
L’
Echinacoside possiede anche una modesta attività antibiotica,
per cui è efficace nel-l'eliminare
direttamente i batteri (sembra che
6 mg di echinacoside
svolgano azione paragonabile alla penicillina).
Considerando
l'insieme di tutte le proprietà
di questa
molecola si nota come sia vero che l'Echinacea possa sia
prevenire (in quanto immunostimolante) che coadiuvare la guarigione
dagli attacchi batterici (in quanto sopprime
direttamente i batteri e potenzia il
Sistema Immunitario).
Recenti
studi hanno reso noto che l'echina-coside
è anche in grado di proteggere il collagene
dai radicali liberi:
quando questo è esposto
all'attacco dei radicali liberi viene irreparabilmente
danneggiato, mentre se il collagene
è esposto alle stesse
condizioni di degradazione con in più la presenza di
echinacoside non viene alterato, perché protetto. Una
simile azione protettiva sul collagene è
stata scoperta anche in
altre molecole presenti
nell'Echinacea, ma l'azione più potente rimane
all'echinacoside; in ordine avremo:
Echinacoside > Acido Caffeico > Acido Clorogenico
Data l'importanza di questa molecola, l'acquisto
dei preparati a base di Echinacea
dovrebbe essere fatto in base alla titolazione
riportata di questo principio attivo
3.
Arabinogalattano
La più
importante funzione di questo polisaccaride è quella
immunostimolante, azione condotta attraverso l'induzione dei
macrofagi a fagocitare i
microrganismi patogeni e anche le cellule tumorali;
questo polisaccaride infatti
stimola i macrofagi alla produzione del Tumor Necrosis
Factor a (TNF a), dell'inter-leuchina
1 e dell'interferone, inoltre aumenta
la proliferazione (e quindi
il numero) delle cellule
del Sistema Immunitario deputate alla
produzione degli anticorpi,
ottimizzando la
difesa dell'organismo.
4.
ISOBUTILAMMIDE
In realtà
questa non è l'unica molecola
appartenente alla classe
delle Ammidi Alchiliche dell'Echinacea, ma i più
importanti studi riguardano questa particolare molecola;
il tipico gusto della radice
fresca e degli
estratti di Echinacea sembra essere dovuto
alla presenza di questa
classe di molecole.
L’
isobutilammide svolge un'azione foto-tossica
nei
confronti dei funghi, inclusi quelli
patogeni
come la Candida albicans. È stato
infatti
dimostrato che l'isobutilammide inibisce
fortemente la crescita dei funghi quando
questi sono fatti crescere
sotto una fonte di irradiazione UV (azione foto-tossica);
in ogni caso si verifica
l'inibizione della crescita
anche senza irradiazione,
ma in tal caso risulterà significativamente più lenta
(attività anti-fungina
convenzionale).
i è inoltre
scoperto che, le ammidi alchiliche
polinsature possiedono un discreta attività
antinfiammatoria, infatti riescono ad inibire
l'enzima cicloossigenasi, responsabile dell'insorgenza
dello stato infiammatorio.
Light-mediated antifungal activity of
Echinacea extracts.
Pubblicato su
Planta Med 2000 Apr;
66(3):241-4 da: Binns SE, Purgina B, Bergeron C, Smith ML, Ball
L, Baum BR, Arnason JT.
5.
Acido
Caffeico e Acido Clorogenico
L’
Acido Caffeico e l'Acido Clorogenico sono due derivati
polifenolici; questi, come l'echi-nacoside,
sono in grado di aumentare la protezione del collagene
nei confronti dei radicali liberi.
La più
importante attività di queste due molecole è l'inibizione
dell'enzima batterico jaluro-nidasi:
questo enzima è prodotto
da alcuni batteri patogeni
ed ha la capacità di degradare
l'acido jaluronico, un costituente del derma
che garantisce la
consistenza alla nostra cute, svolge quindi azione di
barriera meccanica contro
la penetrazione di batteri nei tessuti sottostanti.
Queste due
molecole, attraverso l'inibizione
di tale
"arma batterica", consentono di ottenere
un naturale aumento della difesa contro le infezioni batteriche
tramite la via cutanea.
Azioni ed Usi
dell'Echinacea
Prima di
approfondire le conoscenze riguardanti l'uso e le azioni
dell'Echinacea è bene possiede alcune informazioni generali
riguardo il Sistema Immunitario degli esseri umani,
infatti
l'Echinacea stimola, modifica e rende
più forte proprio questo sistema.
Come agisce il Sistema Immunitario?
Ogni
cellula del nostro organismo presenta
sulla sua superficie una
proteina denominata
MHC (Complesso Maggiore di Istocompati-bilità), questa
proteina svolge un ruolo simile
alle impronte digitali
nell'identificare un individuo; per tanto la MHC è identica per
tutti i tipi di cellule di un soggetto, ma diversa da
soggetto a soggetto, ecco
perchè questa proteina
è indispensabile al Sistema
Immunitario per
distinguere
le proprie cellule (self) da tutte
quelle
estranee (not-self).
Il Sistema
Immunitario ha l'importante compito di riconoscere e
distruggere tutto ciò che
di not-self penetra nel nostro organismo,
ossia batteri, virus,
funghi, ma anche le cellule degli organi trapiantati, in
quanto non possiedono la
stessa proteina MHC dell'individuo che ha ricevuto
l'organo.
I ale azione
difensiva è svolta da cellule che circolano nel sangue e nel
sistema linfatico; queste cellule sono:
w- i globuli
bianchi o leucociti, che hanno
il compito di
difendere l'intero organismo
da tutte le
sostanze ad esso estranee; si
possono suddividere in tre categorie:
•
Monociti
sono quelli che al momento del
l'infezione si attivano, diventano macrofa
gi
e uccidono gli invasori, inglobandoli
al
loro interno (fagocitosi).
•
Granulociti
a loro volta divisi in neutrofi-
li,
acidofili e basofili;
i neutrofili
sono i più
comuni
• Linfociti
sono divisi in linfociti Te linfociti
B, a loro volta si
distinguono in numerose sottoclassi; sono responsabili della
produzione degli anticorpi, e sede della "memoria" del Sistema
Immunitario.
I utti questi
tipi di cellule hanno in comune
alcune caratteristiche, per esempio
quella di attraversare le pareti dei capillari sanguigni
(attività definita
"diapedesi") per dirigersi nel
focolaio di infezione e
combattere gli elementi estranei, di muoversi grazie ad
estroflessio-ni della loro membrana (pseudopodi) e di eliminare
tramite la fagocitosi gli elementi estranei
per evitare l'aggravarsi delle infezioni.
Questa fase
difensiva svolta dal Sistema
Immunitario è chiamata aspecifica, poiché
condotta
indifferentemente contro qualsiasi
tipo di
batterio, virus, o sostanza inorganica
che invade i nostri tessuti.
Quando i
batteri riescono a superare la barriera
offerta dai macrofagi, e ancora prima
quella della cute (acido jaluronico),
intervengono i
linfociti, cellule fautrici della difesa specifica,
ovvero mirata alla distruzione del particolare
antigene (per antigene si intende qual-siasi sostanza
estranea all'organismo in grado di scatenare una risposta
immunitaria) che ha invaso l'organismo; questa difesa è attuata
tramite la
produzione di anticorpi, particolari proteine
plasmatiche che riconoscono l'anti-gene
estraneo e vi si "legano", permettendo ai macrofagi un
più facile riconoscimento ed eliminazione di quest'ultimo.
In
questo caso che il Sistema Immunitario acquisisce la cosiddetta
"memoria", infatti,
una volta che i linfociti sono attivati alla produzione
di anticorpi, una seconda esposizione
dell'organismo allo stesso tipo di antigene scatena una
risposta più rapida e massiccia,
in modo da eliminare il più rapidamente
possibile
l'elemento di disturbo per evitare
complicazioni.
Molti tra i
farmaci di uso comune hanno
come effetto quello di stimolare il sistema immunitario a
reagire contro una specifica
malattia (ossia verso un
solo antigene), allo scopo di proteggere la nostra salute; un
chiaro esempio di simili farmaci sono i vaccini,
sostanze che stimolano i linfociti a produrre
anticorpi verso un determinato tipo di malattia,
di modo che l'organismo possa acquisire una naturale difesa
contro di essa.
Anche alcune erbe possono essere utilizzate
per rinforzare il Sistema Immunitario: queste
erbe, Echinacea compresa, rinforzano la
"frazione aspecifica" del Sistema Immunitario,
ossia rendono tale sistema in
grado di
reagire più velocemente agli stimoli
esterni, ma non influenzano
direttamente le
cellule
produttrici di anticorpi, pertanto questa
azione è
definita immunostimolante.
Ora
si capisce perché i
prodotti ad azione
immunostimolante rinforzano l'organismo contro tutti gli agenti
esterni, e non contro
una sola particolare
malattia (antigene) come fanno i vaccini.
In
seguito all'assunzione di derivati a base
di Echinacea
il nostro organismo si rafforza contro le malattie influenzali e
da raffreddamento;
in realtà non si acquista una vera difesa
a "tempo indeterminato", come quella garantita dai vaccini, ma
assumiamo una
migliore
protezione grazie al rinforzo delle cellule
del sistema immunitario.
Dopo
la scoperta degli
antibiotici gli scienziati si sono sempre impegnati a
ricercare molecole (di sintesi o meno) che potessero
agire direttamente sui
batteri o sui virus eliminandoli dall'organismo,
salvando molte vite umane.
L'abuso
di antibiotici però ha portato allo
sviluppo di
numerosi batteri resistenti all'azione
di questi ultimi; ecco perchè si sta oggi
valutando la
possibilità di sconfiggere alcune
infezioni
attraverso la stimolazione del
Sistema Immunitario, piuttosto che
somministrando antibiotici ad ampio spettro.
Essenzialmente gli effetti negativi messi in
relazione con l'abuso di antibiotici
sono due:
ut Il
primo è rivolto al nostro organismo, che viene debilitato e
impoverito della naturale
flora batterica intestinale, consueto scudo
contro lo sviluppo di
batteri patogeni e preziosa
fonte di vitamine (soprattutto K e
alcune del gruppo B).
w Il
secondo aspetto negativo è che lo spropositato
impiego di antibiotici ha causato l'aumento del numero di
batteri resistenti alla
loro azione, e cioè in grado di distruggere tali
molecole, rendendole del tutto
inefficaci.
Ecco perché, quando è possibile, è meglio
stimolare il
Sistema Immunitario a combattere
le infezioni piuttosto che fornire
antibiotici in grado di
annientare i microrganismi.
L’
Echinacea è un'erba che in grado di
incrementare le difese
aspecifiche del nostro
organismo; in altre
parole, diversamente dai
vaccini,
che svolgono la loro attività solo contro un solo tipo di
malattia, l'Echinacea
stimola l'aumento delle prestazioni delle cellule del Sistema
Immunitario contro tutti i tipi
di malattia.
In più,
diversamente dagli antibiotici, che sono letali verso un
ceppo più o meno ampio
di batteri,
l'Echinacea rende tutte le cellule del
Sistema
Immunitario più efficienti nel combattere i diversi batteri, ma
anche i virus e, sembra, le cellule cancerogene.
Descrivere
l'azione terapeutica dell'Echinacea
è un compito reso complesso dal fatto
che in
terapia vengono indifferentemente utilizzate le tre specie più
comuni di Echinacea.
I diversi principi attivi dell'Echinacea sono
contenuti nelle diverse
parti della pianta
(fiore, radici e foglie) pertanto, se ci si vuole
avvalere di una efficace
azione terapeutica, è
opportuno utilizzare
preparazioni in cui sia dichiarato che il contenuto proviene
dall'intera pianta
di Echinacea.
Fin
dai primi anni del 1900
l'Echinacea venne
raccomandata per la sua capacità di
aumentare la resistenza
dell'organismo contro
le infezioni e nella terapia delle infezioni
localizzate; l'antica
medicina popolare nord americana utilizzava la pianta medicinale
fresca
e nella sua
totalità (foglie, fiori e radici).
Ai
giorni nostri varie formulazioni contengono
estratti fluidi o liofilizzati o essiccati o stabilizzati
in altri modi di Echinacea, in questo modo è garantita la
stabilità dei principi attivi,
e, quindi,
mantenuta l'azione del rimedio fitoterapico
del tutto paragonabile all'azione della pianta fresca.
Come per la
maggior parte delle piante officinali
anche l'Echinacea è caratterizzata dal possedere
una moltitudine di principi attivi, di conseguenza
l'azione terapeutica della pianta non
sarà una
sola, ma numerose e tutte utili al mantenimento della salute
umana; in questa sessione
cercheremo di approfondire le azioni della pianta sull'organismo
e gli usi che ne derivano.
malattie da raffreddamento
L'azione
immunostimolante è la principale
motivazione
per cui l'Echinacea ha trovato un
così vasto
impiego sul mercato mondiale.
Questa sua
capacità è attestata da numerose
prove
sperimentali, che hanno confermato
come
l'Echinacea si avvalga di diversi meccanismi
per garantire tale azione; ciò significa
che il nostro Sistema Immunitario si
rafforza grazie all'azione di processi sinergici.
Uno tra i
meccanismi d'azione che assicura
questo effetto è l'aumento
della fagocitosi
(meccanismo
con cui le cellule del Sistema Immunitario eliminano gli
invasori), altro meccanismo
è l'aumento della produzione di interferone
e di interleuchine da parte dei macrofagi, nonché l'aumento del
tasso ematico di
properdina, una proteina
circolante nel sangue in grado di attivare altre proteine ematiche,
circolanti in forma inattiva, e deputate alla distruzione
delle cellule estranee; infine
l'Echinacea incrementa il
numero delle cellule
deputate alla difesa
dell'organismo. Per questo motivo l'Echinacea si dimostra
un'efficace prodotto fitoterapico per potenziare le
difese immunitarie.
I
principi attivi dell'Echinacea responsabili
dell'azione
immunostimolante sono i polisaccaridi; la frazione proteica
sembra, invece,
responsabile
dell'incremento dell'attività dei
linfociti T.
L’ azione immunostimolante dell'Echinacea
può essere opportunamente sfruttata per
combattere raffreddori, influenze e infiammazioni
alle alte vie respiratorie.
L’ uso di
Echinacea aumentare la resistenza dell'organismo contro le
aggressioni dei germi patogeni e dei virus è confermata da studi
cli-nici;
per esempio sono state condotte analisi sperimentali su un
campione di 180 pazienti
affetti da
influenza: tali analisi hanno dimostrato che l'estratto di
Echinacea può ridurre significativamente
sia i sintomi che la durata della
malattia.
Come già
accennato in precedenza, il meccanismo
d'azione della pianta contro i batteri può
essere sia
diretto (azione simil - antibiotica
dell'echinacoside) che indiretto (azione immu-nostimolante
della frazione polisaccaridica).
Quindi il
principale impiego dei preparati a
base di
Echinacea sono la prevenzione e il
trattamento di malattie da
raffreddamento, di
lieve o media entità.
Azione
antiflogistica e
malattie infiammatorie
L’
azione antinfiammatoria dell'Echinacea
venne intuita per la prima volta nel
1950 da Meixner, che
ottenne alcuni risultati positivi nella cura di pazienti
affetti da artrite cronica.
Nel 1957
venne dimostrato che il succo di Echinacea fresca è in grado di
ridurre circa il 22% delle
infiammazioni artritiche, con una potenza pari al 50% di quella
del cortisone.
Come è noto i
derivati cortisonici possono
causare
numerosi effetti collaterali, fra cui quello di diminuire
l'efficienza del Sistema
Immunitario,
causandone una ridotta funzionalità;
proprio questo pericoloso fenomeno ne
limita l'impiego per lunghi
periodi.
La carta vincente dell'Echinacea e che può
svolgere una discreta azione antinfiammatoria,
seppure inferiore a quella del cortisone e dei
suoi derivati, ma al contrario di questi ultimi ha
la capacità di rafforzare il Sistema Immunitario.
L’
azione antinfiammatoria dell'Echinacea
può essere
sfruttata anche per applicazioni topiche sugli edemi, ottenendo
buoni risultati; studi comparativi hanno rivelato che la
potenza
antinfiammatoria dell'Echinacea è legger-mente
inferiore a quella di alcune comuni
molecole antinfiammatorie.
L’
attività antinfiammatoria dell'Echinacea
risiede
nelle molecole di natura polisaccaridi-ca, alcuni studi hanno
messo in luce che l'estratto di Echinacea può stimolare le
ghiandole surrenali nella
produzione dei loro ormoni,
che sono in grado sia di svolgere una naturale
azione antinfiammatoria, che di potenziare
la difesa immunitaria dell'organismo.
protezione delle infezioni cutanee
L’
acido jaluronico è un normale costituente
del derma in
grado di formare lunghe fibre, le quali conferiscono robustezza
e consistenza
alla cute,
in modo da garantire funzione di bar
riera
meccanica
contro la penetrazione di
germi nei
tessuti sottostanti.
L’
acido jaluronico si può quindi considerare
il primo
meccanismo di difesa del nostro organismo
contro l'invasione dei batteri: la stabilità
delle fibre di acido jaluronico è una garanzia
nell'evitare sia le infezioni cutanee che la
propagazione dei batteri a
zone più estese.
Alcuni
batteri patogeni possiedono un enzima
chiamato jaluronidasi, questo è in grado di
attaccare le fibre di acido
jaluronico rendendole più
lasse, facilitando quindi l'infiltrazione dei batteri nei
tessuti.
Secondo
alcuni autori Yeffetto stabilizzante
dell'Echinacea sull'acido jaluronico
potrebbe
essere dovuto a due
meccanismi d'azione,
uno diretto e uno
indiretto:
Quello
diretto è dovuto alla molecola di
echinacina B
che è in grado di inibire l'enzima
batterico jaluronidasi, in seguito ai
numerosi e forti legami che
si instaurano fra
queste due molecole.
Quello
indiretto sembra dovuto all'azione
stimolante
dell'Echinacea sull'attività e
sulla
riproduzione dei fibroblasti, cellule
del derma che
sintetizzano l'acido jaluroni-co
e le fibre di collagene.
Grazie alla
stimolazione dei fibroblasti
l'Echinacea
svolge anche un effetto rigenerante
della cute lesionata, risultato che può essere sfruttato per
facilitare l'azione cicatrizzante.
Queste
recenti scoperte scientifiche confermano
la validità delle conoscenze degli Indiani
del Nord
America, che applicavano una poltiglia
delle foglie e delle radici di Echinacea
sulle ferite
e sui morsi di serpente ed insetti
velenosi, allo scopo di una loro più
rapida rimarginazione.
Cicatrizzazione delle ferite
Quando la
pelle perde la sua integrità i
fibroblasti
vengono stimolati alla sua riparazione,
svolgono, cioè, un'azione cicatrizzante.
La cicatrice
è costituita da una abbondante
sintesi di fibre di collagene che
risaldano i margini della
ferita.
La frazione
polisaccaridica, quella alchilam-midicae
i
flavonoidi degli estratti di Echinacea
sembrano
essere implicati nella proliferazione dei fibroblasti, ma
anche nell'incremento della
loro
attività di sintesi; in definitiva l'Echinacea stimola la
cicatrizzazione.
Recenti
studi hanno confermato che l’acido
caffeico,
i suoi derivati (acido
cicorico) e l'e-chinacoside
svolgono
un'azione protettiva
dall'azione dei radicali
liberi nei confronti del
collagene, di conseguenza
anche tali molecole sembrano coinvolte nel favorire un più
rapido processo di guarigione.
■L
preparati fitoterapici per uso topico (collu-tori,
dentifrici, tinture per la cute) contenenti
estratti di Echinacea,
vengono solitamente
impiegati in combinazione con altri estratti
vegetali in modo da
ottenere una favorevole azione sinergica per il comune
trattamento di
ulcere, foruncoli, geloni, infiammazioni cutanee
e gengivali,
infatti
l'Echinacea possiede la capacità di accelerare la guarigione dei
tessuti
danneggiati o infetti.
Azione
antibatterica, antivirale,
antimicotica
Differenti
verifiche sperimentali hanno confermato
che l'uso di Echinacea impedisce il diffondersi di numerose
infezioni, come per esempio
raffreddori,
influenze, infezioni alle prime vie
respiratorie,
ma anche a livello cutaneo.
Uno studio
condotto su 160 pazienti con problemi
a carico delle vie respiratorie, trattati con
900 mg al
giorno di estratto di Echinacea ha
dimostrato
che si può ottenere una riduzione del periodo di malattia, sia
nel caso che la malattia fosse di origine batterica che virale,
rispetto al gruppo trattato con un placebo.
La pianta
possiede infatti una comprovata
attività
antibatterica, con azione simile a quella
degli antibiotici, dovuta
principalmente alla
molecola di
echinacoside; questo principio
attivo
possiede anche azione batteriostatica e
fungistatica,
azioni che portano al completo
arresto della crescita dello
Staffilococco
aureus, dell'Escherichia coli, dello Pseudomo-nas
aeruginosa e della Candida albicans.
Considerando
il meccanismo d'azione dei
virus bisogna
ricordare che si comportano come "parassiti endocellulari",
infatti non possedendo un proprio sistema riproduttivo dovranno
sfruttare quello delle cellule, per
questo motivo
penetrano all'interno di queste
ultime obbligandole a riprodurre i componenti
virali, e portandole al logoramento.
L’
attività antivirale dell'Echinacea è stata
verificata in
vitro su culture cellulari, da tali ricerche è risultato che
l'effetto antivirale
dell'Echinacea non si verifica tramite un'azione virucida, ma
piuttosto attraverso la capacità di ostacolare la
penetrazione dei virus
(soprattutto Herpes
simplex e virus influenzali)
all'interno delle cellule.
In più, come
già accennato, l'Echinacea permette
alle cellule del Sistema Immunitario di
incrementare la produzione
di interferone; l'interferone
è una proteina endogena circolante nel torrente sanguigno, in
grado di contrastare
lo sviluppo virale all'interno delle cellule
non ancora infettate, per
tanto l'Echinacea
aumenta le difese immunitarie frenando lo sviluppo
delle malattie infettive, soprattutto nella
stagione fredda.
Queste
proprietà dell'Echinacea possono
venire
impiegate per la realizzazione di opportuni
rimedi in grado di determinare un aumento
della naturale capacità del nostro organismo
ad opporsi allo sviluppo di infezioni virali
acute delle vie respiratorie
(raffreddori,
influenze, faringiti).
Azione antitumorale
La frazione
polisaccaridica purificata (ossia
estratta e
separata dal resto dei componenti
dell'Echinacea) contiene
principi attivi
(soprattutto l'arabinogalattano) che
stimolano i macrofagi a
produrre TNFoc, e interleuchine,
molecole molto importanti,
che permettono alle cellule immunitarie di distruggere le
cellule estranee che invadono il nostro organismo,
comprese quelle tumorali.
L’
uso in terapia di queste molecole
per
combattere il cancro non è assolutamente
ancora confermato, tanto meno
lo sono gli estratti di Echinacea, che contengono
l'intero insieme di molecole attive; in
ogni caso è un argomento
ancora oggetto di discussioni e studi.
Quello che
incoraggia a proseguire la ricerca
in questa direzione è il fatto che tali molecole
sono completamente prive di tossicità nei
confronti
delle cellule del nostro organismo, a
dispetto di molti farmaci
antitumorali; la speranza è
quindi quella di partire da queste molecole naturali per
modificarle e renderle
ancora più attive e selettive nei confronti delle cellule
tumorali.
Altri Rimedi Naturali ad
Azione Immunostimolante
L’
intera pianta di Echinacea (fiori, foglie e
radici), pur
svolgendo una potente azione
immunostimolante, non è la sola a dimostrarsi
attiva in tal senso, anzi, esistono numerose
altre piante in possesso di una simile
azione.
A volte il
paziente non sembra avere giovamento
dall'azione di prodotti a base di sola
Echinacea,
questo fatto potrebbe essere
dovuto all'assunzione di preparati con bassa
titolazione dei principi
attivi dell'Echinacea;
per migliorare questa
azione si potrebbe provare ad assumere un prodotto con
un titolo superiore, o
provare ad assumere rimedi fitoterapici formulati anche
con altre piante, o sostanze, ad azione immunostimolante; in
questo modo il Sistema
Immunitario si troverà sollecitato da più fronti, e sicuramente
si potrà
ottenere una risposta e aumenteranno
potenzialità di ottenere una risposta.
Nei seguenti
capitoli verranno riportate
alcune tra
le più comuni piante ad azione immunostimolante; in questo modo
potremo completare il quadro
dei rimedi contro i problemi legati alla stagione invernale.
Uncaria
Tormentosa
La pianta è
un grosso arbusto tropicale rampicante,
spontaneo delle regioni a nord ovest dell'Amazzonia; appartiene
alla famiglia delle
Rubiaceae.
Presenta rami spioventi con foglie
ovali verde
scuro, e tipiche spine lunghe 2 cm,
ricurve
verso il basso, poste alla base dei pic-cioli delle foglie, da
questa caratteristica deriva
il nome Sudamericano Una de Gato (unghia
di gatto).
Solitamente la parte utilizzata a scopo terapeutico
è la corteccia del fusto e delle radici
delle piante adulte, che contiene alcaloidi, polifenoli,
flavonoidi e catechine; i componenti più importanti sono,
comunque, gli alcaloidi: è a
questa
frazione che si attribuisce l'azione
immunostimolante, che si esplica attraverso
aumento
dell'attività fagocitaria dei macrofagi e
attraverso
l'aumento del numero dei linfociti T.
Le
osservazioni compiute su questa pianta
hanno
dimostrato che la concentrazione delle
molecole attive presenta una
variabilità stagionale: è
il periodo prima della fioritura quello migliore per la
raccolta della corteccia; per
questo motivo è importante
acquistare un prodotto
a base di Uncaria Tomentosa in cui sia dichiarata la titolazione
dell'estratto utilizzato.
Ricerche
tossicologiche confermano che gli
estratti di Uncaria non
presentano alcuna tossicità alle dosi consigliate, e ciò la
rende particolarmente adatta anche ad un utilizzo per
tempi lunghi, soprattutto
in quei pazienti che
necessitano di un prolungato stimolo del
Sistema Immunitario.
Nessun
effetto collaterale è stato osservato
nei pazienti trattati con questa
pianta.
Come tutti
gli immunostimolanti l'Uncaria è
sconsigliata ai soggetti in cui viene
provocata
farmacologicamente l'immunodeficienza (per esempio i
pazienti che hanno subito un trapianto d'organo, al fine di
evitare la reazione del Sistema Immunitario conosciuta come
"rigetto"); se ne
sconsiglia l'uso anche durante
la gravidanza.
La propolis è una sostanza elaborata dalle
api, da loro utilizzata per tappare i buchi dell'alveare,
di modo che non penetrino aria
acqua od
altri insetti. Per questo motivo il
sistema utilizzato dagli allevatori
di api per indurre ad
aumentare la produzione di propolis è quello di
introdurre una reticella metallica
a maglie fini all'interno dell'alveare.
Le api,
vedendo un'infinità di buchetti, iniziano
a depositare propolis sulla reticella, al fine di chiuderli
tutti; quando la reticella sarà completamente "propolizzata"
verrà estratta e la propolis sarà recuperata.
La Propolis è
una sostanza formata da numerose
componenti: resine vegetali, vitamine, amminoacidi, sali
minerali, ma soprattutto:
galangina,
un bioflavonoide con
spiccata attività antibatterica.
In effetti la
propolis è conosciuta principalmente
per le sue proprietà antibatteriche e
disinfettanti, le quali sembrano essere dovute
all'interazione di diversi
meccanismi:
w inibizione
della riproduzione dei batteri;
w-
disorganizzazione del citoplasma e della membrana cellulare dei
batteri, azioni che
provocano la
morte della cellula batterica;
ut
inibizione della sintesi proteica, e conseguente
morte del batterio.
Un'altra
importante azione della Propolis è
quella immunostimolante;
tale proprietà è particolarmente
evidente perché la propolis svolge l'azione di
probiotico: una sua somministrazione
a basso dosaggio e per un tempo
abbastanza lungo mette in
evidenza l'aumento
della potenza del Sistema Immunitario.
Un recentissimo studio risalente all'ottobre
1999, condotto su volontari umani in salute, e di età compresa
tra i 18 e i 45 anni, pubblicato su Forsch Komplementarmed,
6(5): 256-60 riferisce che l'azione del Sistema Immunitario
può incrementata in seguito alla somministrazione
di propolis a scopo profilattico, il tutto
senza
alcun effetto collaterale.
Acerola
L’ Acerola (Malpighia punicifolia) è un arbusto che può
arrivare fino a 5 metri d'altezza.
Cresce
spontaneamente nei boschi a clima secco dell'America meridionale
e centrale e della
Giamaica.
Si
sviluppa anche su terreni sabbiosi, e nelle
coltivazioni
controllate. "Acerola" è anche il nome conferito al frutto di
color rosso fuoco,
con diametro
di 1-2 cm, che racchiude numerosi
semi di minuscole proporzioni. I frutti
maturi hanno
un elevato tenore di vitamina C, B6, tiamina, riboflavina,
niacina e provitamina
A, nonché
ferro, calcio, magnesio. In ogni
caso i frutti
si raccolgono ancora verdi, dato
che il tasso
di vitamina C è più elevato nel
frutto acerbo. Occorre notare che
l'elevato contenuto di
vitamina C dell'Acerola viene
solo leggermente degradato
dal processo di essiccazione e quindi rimane pressoché
inalterato. È proprio l'elevato contenuto di vitamina C
naturalmente presente in questa pianta,
che la rende efficace nel
combattere o prevenire
attacchi batterici e virali che potrebbero
scatenare influenza o altre
malattie tipiche
della stagione fredda; quindi l'Acerola può
essere considerata una
pianta in grado di
rafforzare
l'organismo, ed abituarlo a combattere
gli attacchi degli agenti esterni.
Rosa
Canina
La Rosa
Canina è una pianta molto conosciuta
per rafforzare efficacemente le difese dell'organismo contro le
infezioni e particolarmente
contro il comune raffreddore e le
influenze.
In
passato la Rosa Canina ebbe un ruolo
importante
nel fornire Vitamina C ai bambini britannici
durante la seconda guerra mondiale in
sostituzione
della normale fonte degli agrumi.
La Rosa Canina
è una delle innumerevoli
specie di
rose selvatiche comuni nelle nostre
campagne,
soprattutto nell'Appennino; si
trova
facilmente in tutta Europa e forma siepi
alte fino a 3 metri.
Le parti della pianta più usate sono sia le
foglie
che i frutti, ma possono essere impiegate
tutte le sue parti: per esempio i fiori e le
foglie
vengono usati in farmacopea per la preparazione di infusi e
tisane, mentre con i petali
dei fiori viene preparato il miele rosato.
La parte più
importante della pianta per l'incremento
delle difese immunitarie è rappresentata
dal frutto che ha un elevato contenuto
di Vitamina C, inoltre contiene
un'importante fonte di bioflavonoidi, che sono in grado di
facilitare l'assorbimento della Vitamina C e
quindi agire in maniera
sinergica. Altre molecole di interesse fitoterapico
contenute nella Rosa Canina
sono: tannini, pectine, acidi organici e polifenoli.
E'
dimostrato che la Rosa Canina è di stimolo
nei confronti delle difese immunitarie, ripristinando
la capacità di dare risposte immunitarie
più rapide e potenti. Altra notevole proprietà della
Rosa Canina è quella antiallergica,
ossia limita
gli episodi di attacchi allergici; inoltre svolge un'importante
azione terapeutica in caso di infiammazioni acute che comportano
alterazioni delle mucose, soprattutto quando sono associate a
componenti allergico
asmatiche. È per questo motivo che è un
rimedio importante soprattutto nella
prevenzione delle tipiche
malattie da stagione invernale,
che possono essere aggravate da episodi allergici.
Anche
l'Aloe possiede azione immunostimolante,
e numerosi studi sono stati condotti per verificare questo
potere: si è constatato che il
suo succo può di incrementare
l'attività delle cellule del Sistema Immnitario.
In uno
studio in vitro, condotto da Suzuki e
collaboratori nel 1979, è
stato dimostrato che alcune molecole estratte dal succo
di Aloe permettono ai
linfociti umani di incrementare
la produzione di anticorpi;
ma si tratta, appunto,
di uno studio in vitro e di molecole estratte e
purificate.
Studi più recenti hanno verificato che il
potere
immunostimolante risiede nella frazione
zuccherina della pianta, e in particolare è
l'acemannano
il polisaccaride maggiormente
coinvolto in tale azione.
L’
acemannano aumenta sia il numero di
monociti e macrofagi che la loro
attività, inoltre, in
vitro, è in grado di aumentare la produzione
di interferone e TNF a; inoltre tale molecola
ha evidenziato potere antivirale.
(Enhancement of allo-responsiveness of
human lymphocytes by acemannan
(Carrisyn).
Womble D, Helderman JH.
Int
J
Immunopharmacol
1988; 10(8):967-74).
In un altro
studio è stato verificato che altri
polisaccaridi dell'Aloe sono in grado
di stimolare l'attività e
la crescita delle cellule del
derma.
Un'esposizione cronica della pelle alla luce
del Sole
fa si che i raggi ultravioletti B (UVB)
sopprimano il sistema
immunitario a livello
della cute: infatti si
registra una diminuzione
dei linfociti, e tale
fenomeno potrebbe essere correlato allo sviluppo del
cancro alla pelle
Questi studi
hanno verificato che il succo
delle foglie
di Aloe protegge dalla soppressione del sistema immunitario
indotta dagli UVB.
Infatti
si è verificato che la pelle, preventivamente
trattata con estratti dalla foglia di Aloe
e
successivamente esposta ai raggi UVB, non
presenta
danni sospetti.
(Modified Aloe barbadensis Polysaccharide
with Immunoregulatory Activity;
Z. Qiu, K.
Jones, M. Wylie, Q. Jia, S. Orndorff; Planta
Medica
66 (2000).
Infine
possiamo affermare che non esistono
ancora studi
scientifici che dimostrino con
sicurezza
l'azione antitumorale dell'Aloe, ma
pare accertato che il succo di Aloe
contribuisca a ridurre gli effetti collaterali della terapia
contro il cancro.
Precauzioni d'Uso
Il
fatto di utilizzare un rimedio naturale per
combattere
raffreddori, influenze e infiammazioni
alle vie respiratorie non esclude l'uso di
antibiotici quando questi
siano importanti per riacquistare appieno lo stato di
salute.
Essendo
l'Echinacea in grado di potenziare il
Sistema Immunitario,
rendendolo più sollecito nel contrastare lo sviluppo
delle malattie tipiche
della stagione fredda, il consiglio è quello di assumerla in
maniera da prevenire gli episodi di malattia; in
questo modo saremo più
sicuri di trascorrere un inverno al riparo dagli
attacchi di virus e
batteri, e quindi potremo
anche evitare di dover
seguire una terapia antibiotica per riacquistare la
salute.
Ecco che anziani e bambini, e solitamente
tutti quei soggetti che tendono ad ammalarsi
facilmente
nella stagione fredda, o chi frequenta luoghi affollati e
quindi più a rischio di
contagio, possono tranquillamente seguire
una terapia di
prevenzione a base di
Echinacea.
In
ogni caso l'Echinacea, essendo dotata di
proprietà
curative, si dimostra efficace anche nel combattere e ridurre il
periodo di malattia, e quindi può essere tranquillamente assunta
anche a scopo terapeutico. La
credenza di
molte persone che l'uso di
Echinacea non
si possa prolungare oltre le
due
settimane di tempo, ma questa è una cattiva
interpretazione delle Monografie Tedesche
di alcuni anni addietro, dove si affermava che gli effetti
dell'Echinacea non sono mai
stati
studiati oltre le due settimane di tempo. Questo
non significa assolutamente che
l'uso non
possa essere prolungato oltre perché
pericoloso.
D’altro
canto esistono conferme che i molteplici
effetti dell'Echinacea si fanno via via
più deboli dopo un uso
prolungato che va oltre
le 8 settimane; per tanto il
consiglio che diamo
è quello di sospendere il trattamento
per alcuni giorni nel caso
ci si dovesse accorgere di una diminuzione degli effetti
del prodotto, per poi ricominciarlo in seguito in caso
di necessità.
Sono stati
effettuati numerosi test di laboratorio
per verificare se l'uso dei prodotti a base
di Echinacea potessero
presentare una eventuale
tossicità, questo per il fatto che i preparati a base di
Echinacea sono sempre più
richiesti ed utilizzati da un gran numero di persone.
Alcuni
risultati dei test più significativi per la
verifica
della tossicità sono qui di seguito
riportati.
Singole
dosi orali (ed anche endovenose) del succo concentrato di
Echinacea non
hanno
dimostrato
l'insorgenza
di alcun effetto tossico acuto durante i test effettuati sui
topi di laboratorio.
Dopo 4
settimane di somministrazioni di
dosi orali
(pari alla dose umana) di estratto
di Echinacea a topi di laboratorio,
test di verifica non hanno evidenziato l'insorgenza
di alcun effetto tossico di tipo cronico.
w Sono
stati condotti anche test per verifica-re
se l'estratto di Echinacea potesse avere
potere mutageno (ossia
essere in grado di sviluppare tumori); tali verifiche sono state
condotte in vitro su alcuni tipi di microrganismi
e su cellule di mammifero; in ogni caso le verifiche
hanno riportato risultati
negativi, ossia Echinacea e i suoi componenti
non hanno alcun potere cancerogeno.
i può quindi affermare che l'uso di questa
pianta sia completamente sicuro, in quanto
non ha
riportato casi di tossicità sia nei test di
laboratorio
che nei soggetti in cura con prodotti
a base di tale pianta.
Effetti
collaterali
L’
Echinacea è un prodotto naturale altamente
sicuro e privo di effetti collaterali: non ha
mai
fatto segnalare sintomi che dovessero
indurre
il paziente a sospendere la cura in
corso.
In
ogni caso è risaputo che nei tre anni compresi
tra il 1993 e il 1996 la FDA (il "Ministero
della Sanità"
Americano) ricevette 8 rapporti
di persone differenti
che assunsero Echinacea ed accusarono effetti
collaterali; questi rapporti
includevano disturbi addominali e al
fegato.
Le
analisi effettuate sui prodotti assunti da
queste
persone portarono alla luce che questi
prodotti
erano contaminati da sostanze inquinanti
e quindi i sintomi degli effetti collaterali
non erano attribuibili all'Echinacea, bensì
agli inquinanti.
Benché
l'Echinacea sia definita come pianta
estremamente sicura dal punto di
vista tossicologico, e
quindi priva di effetti collaterali,
alcune persone
potrebbero presentare fenomeni
allergici in
seguito all'assunzione
di derivati di
Echinacea, specialmente quelle che sono allergiche ai
fiori della margherita e ad altre piante appartenenti alla
famiglia delle Composite; ma in ogni caso è molto raro che
si verifichi allergia
in seguito alla somministrazione
orale di Echinacea.
In
conclusione si può affermare che i prodotti
a base di Echinacea sono particolarmente
sicuri e privi di effetti collaterali che possono
indurre alla sospensione della terapia. Non è un
controsenso scrivere un capitolo sulle controindicazioni ad
un rimedio fitoterapico che si è appena descritto come privo
di tossicità e di
effetti collaterali; infatti le controindicazioni non
derivano tanto da questi fenomeni, quanto dalla stessa
attività immunostimolante
dell'Echinacea.
Pertanto la maggiore controindicazione di un
preparato a base di
Echinacea è rivolta ai soggetti
che hanno subito un trapianto d'organo e
sono in cura con
farmaci per evitare il rigetto,
infatti questi farmaci
sono assunti per "diminuire la sensibilità" del
Sistema Immunitario, al fine di evitare che quest'ultimo
recepisca estraneo
l'organo trapiantato e tenti di
distruggerlo.
Di
seguito sono riportati altri casi in cui è
consigliato
evitare l'assunzione di Echinacea.
Gravidanza: la farmacopea tedesca
(come già accennato in precedenza è la Germania il paese europeo
ad aver intrapreso la maggior parte degli studi) mette in
guardia dall'uso di Echinacea durante la gravidanza, anche se
non esistono fonti
sicure che possano confermare questo
consiglio;
è forse proprio la mancanza di
dati attendibili a
suggerire un comportamento
prudente nella somministrazione di
rimedi a base di Echinacea
durante questo
delicato periodo.
Malattie
autoimmuni e leucemia:
la
farmacopea
tedesca ha elencato tutta una serie di malattie sistemiche ad
andamento progressivo, tra cui
la tubercolosi, la leucemia,
la sclerosi
multipla, la leucosi, come controindicate
all'uso di Echinacea; anche tutte quelle malattie che comportano
anomalie alle cellule del sangue,
soprattutto i globuli
bianchi, sono controindicate
all'uso dell'Echinacea essendo questa
in grado di stimolare proprio su questo
tipo di cellule.
Persone che
presentano già un sistema immunitario molto attivo potrebbero
anche
fare a meno di assumere Echinacea, anche
se non vi
sono studi che possano confermare
un pericolo per la salute in tal senso.
HIV e AIDS:
persone infettate dal virus
HIV devono prestare attenzione all'uso di
Echinacea,
in quanto si è notato che in tal
caso i
macrofagi riescono diffondere il
virus ai
linfociti non ancora infettati, e di
conseguenza
lo sviluppo della malattia potrebbe subire un'accelerazione.
Allergie:
persone che presentano forme
allergiche alla famiglia delle Composite
(margherita, girasole,
tarassaco, ecc.)
devono stare attenti all'uso di Echinacea,
in quanto potrebbero
risultare allergici
anche a questa; non esistono, comunque,
studi scientifici
approfonditi riguardo l'uso dell'Echinacea in persone
allergiche alle composite.
Sindrome
della Fatica Cronica:
chi presenta
questa Sindrome e assume
Echinacea, solitamente riferisce un peggioramento dei sintomi
dell'affaticamento, e accusa dolori articolari, e problemi di
concentrazione.
Questo fenomeno sembrerebbe corretto
all'incremento dell'attività del Sistema
Immunitario e non tanto ad un qualche rapporto
con la malattia. Ad ogni modo studi sperimentali
stanno cercando di scoprire se esistono
veramente correlazioni tra questi due
fenomeni. |