Note Legali

Note Legali

Note Legali:

Ogni consumatore, al momento di confermare l’ordine dichiara di avere
preso visione delle note legali contenute in questa pagina. In
particolare dichiara di avere ricevuto da erboristeriabio.it tramine Sensi Seed Bank Oudezijds Achterburgwal 150
1012 DV Amsterdam registered at the Chamber of Commerce in Rotterdam, Netherlands under no. 24191871. una
informazione piena e completa sul divieto di coltivazione di tutti i
semi forniti da Sensi Seed Bank Oudezijds Achterburgwal 150
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tramite Erboristeriabio.it stabilito in Italia dagli artt. 28
e 73 del DPR 309/90, se il consumatore è soggetto alla legge italiana.
Se soggetto alle leggi di uno stato estero, il consumatore dichiara che
non esistono impedimenti legali, quali, a puro titolo di esempio,
divieti, requisiti speciali, autorizzazioni od altro ad importare e
detenere semi di cannabis, suscettibili di generare, se coltivati, un
alto tenore di THC.
Il consumatore deve fare riferimento e rispettare le leggi che regolano
la coltivazione dei semi di cannabis nello stato in cui risiede.
Sensi Seed Bank Oudezijds Achterburgwal 150
1012 DV Amsterdam registered at the Chamber of Commerce in Rotterdam, Netherlands under no. 24191871, Web Experts Apartado de Correos 33134 08080 Barcelona Spain, e www.seedsman.com Tramite La Spiga e Il Girasole cede ai terzi le proprie sementi con la riserva che
essi non siano usati in contrasto con le leggi a cui i terzi sono
soggetti, e sia Sensi Seed Bank Oudezijds Achterburgwal 150
1012 DV Amsterdam registered at the Chamber of Commerce in Rotterdam, Netherlands under no. 24191871, Web Experts Apartado de Correos 33134 08080 Barcelona Spain, e www.seedsman.com che erboristeriabio.it si solleva da ogni e qualsiasi responsabilità derivante
dall’uso improprio dei prodotti da essa forniti.

erboristeriabio.it è in affiliazione con Sensi Seeds ,Web Experts, e non detiene
alcun prodotto, che viene spedito direttamente dalla Sensi Seed Bank Oudezijds Achterburgwal 150
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Al fine di una più completa informazione, riportiamo il testo integrale degli artt. 28 e 73 del DPR 309/90:

Articolo 28
(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 28 – decreto-legge 22 aprile
1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985,
n. 297, art. 3, comma 4 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma
1)

Sanzioni

1. Chiunque, senza essere autorizzato, coltiva le piante indicate
nell’articolo 26, è assoggettato a sanzioni penali ed amministrative
stabilite fabbricazione illecita delle sostanze stesse.

2. Chiunque non osserva le prescrizioni e le garanzie cui
l’autorizzazione è subordinata, è punito, salvo che il fatto costituisca
reato più grave, con l’arresto sino ad un anno o con l’ammenda da lire
un milione a lire quattro milioni.

3. In ogni caso le piante illegalmente coltivate sono sequestrate e confiscate. Si applicano le disposizioni dell’articolo 86.

Articolo 73
(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 14, comma 1)

Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, coltiva,
produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita,
cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa
o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze
stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’articolo
14, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da
euro 26.000 a euro 260.000.
1. bis. Con le medesime pene di cui al comma 1 è punito chiunque, senza
l’autorizzazione di cui all’articolo 17, importa, esporta, acquista,
riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene:
1. sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantità, in particolare
se superiore ai limiti massimi indicati con decreto del Ministro della
salute emanato di concerto con il Ministro della giustizia sentita la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento nazionale per le
politiche antidroga, ovvero per modalità di presentazione, avuto
riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato,
ovvero per altre circostanze dell’azione, appaiono destinate ad un uso
non esclusivamente personale;

2. medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate
nella tabella II, sezione A, che eccedono il quantitativo prescritto. In
questa ultima ipotesi, le pene suddette sono diminuite da un terzo alla
metà.

2. Chiunque, essendo munito dell’autorizzazione di cui all’articolo 17,
illecitamente cede, mette o procura che altri metta in commercio le
sostanze o le preparazioni indicate nelle tabelle I e II di cui
all’articolo 14, è punito con la reclusione da sei a ventidue anni e con
la multa da euro 26.000 a euro 300.000.

2. bis. Le pene di cui al comma 2 si applicano anche nel caso di
illecita produzione o commercializzazione delle sostanze chimiche di
base e dei precursori di cui alle categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al
presente testo unico, utilizzabili nella produzione clandestina delle
sostanze stupefacenti o psicotrope previste nelle tabelle di cui
all’articolo 14.

3. Le stesse pene si applicano a chiunque coltiva, produce o fabbrica
sostanze stupefacenti o psicotrope diverse da quelle stabilite nel
decreto di autorizzazione.

4. Quando le condotte di cui al comma 1 riguardano i medicinali
ricompresi nella tabella II, sezioni A, B e C, di cui all’articolo 14 e
non ricorrono le condizioni di cui all’articolo 17, si applicano le pene
ivi stabilite, diminuite da un terzo alla metà.

5. Quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell’azione
ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti previsti dal
presente articolo sono di lieve entità, si applicano le pene della
reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000.

5. bis. Nell’ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai reati di cui
al presente articolo commessi da persona tossicodipendente o da
assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice, con la
sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle
parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, su
richiesta dell’imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non
debba concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena,
può applicare, anzichè le pene detentive e pecuniarie, quella del
lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto
legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste.
Con la sentenza il giudice incarica l’Ufficio locale di esecuzione
penale esterna di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di
pubblica utilità. L’Ufficio riferisce periodicamente al giudice. In
deroga a quanto disposto dall’articolo 54 del decreto legislativo 28
agosto 2000, n. 274, il lavoro di pubblica utilità ha una durata
corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata. Esso può
essere disposto anche nelle strutture private autorizzate ai sensi
dell’articolo 116, previo consenso delle stesse. In caso di violazione
degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità,
in deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo 28
agosto 2000, n. 274, su richiesta del pubblico ministero o d’ufficio,
il giudice che procede, o quello dell’esecuzione, con le formalità di
cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto
dell’entità dei motivi e delle circostanze della violazione, dispone la
revoca della pena con conseguente ripristino di quella sostituita.
Avverso tale provvedimento di revoca è ammesso ricorso per Cassazione,
che non ha effetto sospensivo. Il lavoro di pubblica utilità può
sostituire la pena per non più di due volte.

6. Se il fatto è commesso da tre o più persone in concorso tra loro, la pena è aumentata.

7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite dalla metà a due
terzi per chi si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia
portata a conseguenze ulteriori, anche aiutando concretamente l’autorità
di polizia o l’autorità giudiziaria nella sottrazione di risorse
rilevanti per la commissione dei delitti.